Gen 12, 2015 - Senza categoria    No Comments

I COLOSSI DELLE VENDITE

Ormai sono fatti tutti in serie, con le stesse catene di negozi dove ognuno fà da sè, e le commesse, quando ne trovi una, ti guardano quasi con fastidio oppure saltellano ovunque, fintamente allegre, cercando di orientarsi tra taglie e prodotti. Di norma la musica sovrasta tutto, martellante e ipnotizzante, impedendo perfino di pensare. Il top è quando entriamo nel supermarket, luogo di culto che non manca in nessun centro commerciale: ci aggiriamo tra gli scaffali immersi nelle offerte 3X2, nelle confezioni multiple che “non possiamo lasciarci sfuggire”; spingiamo il carrello e ci lasciamo trasportare dalle indicazioni lampeggianti, dalle scatole invitanti, dall’idea che ci siamo fatti attraverso una pubblicità vista in tv, e compriamo anche quel che non è affatto necessario. Perfino adesso, in piena crisi.

Sono quei colossi delle vendite che noi abbiamo contribuito ad arricchire e che, con la nostra complicità, hanno ucciso i piccoli negozietti; quelli, per intenderci, in cui si scambiavano 4 chiacchiere tra gestore e cliente, ci si informava delle rispettive famiglie e si sapevano tutte le ultime notizie del quartiere attraverso la voce del popolo, non dagli organi di informazione pilotati e schierati politicamente. Quei deliziosi negozietti in cui, se clienti abituali, si poteva avere un occhio di riguardo: la fettina di carne più tenera per il bebè, il prosciutto più buono, le mele più succose…

Nonostante ciò che penso, anch’io ci vado; soprattutto da quando nella mia zona, inesorabilmente, uno dopo l’altro hanno chiuso il macellaio, il panettiere, il salumiere, il fruttivendolo, la merceria, la videoteca, la cartoleria e, negli ultimi tempi perfino l’edicola; si, proprio quella dove ho comprato decine e decine di figurine panini per i miei figli, e infiniti numeri di paperino…

Gen 11, 2015 - Senza categoria    2 Comments

L’ORGOGLIO: UNO DEI NEMICI PIU’ TEMIBILI DELL’AMORE

Amore e orgoglio non possono coesistere a lungo, tra due persone: uno dei due, l’orgoglioso a oltranza, mette di continuo a dura prova la sopportazione del partner per un senso di superiorità che, chissà per quale contorta ragione, lo induce a sentirsi su un livello più alto rispetto alla persona amata, oltre che del mondo intero. Una tale certezza, così ben radicata, ostacola qualunque tentativo di civile comunicazione: crede di avere sempre ragione, non ammette mai i suoi errori ed è incapace di chiedere scusa, anche nelle occasioni in cui il suo torto è così evidente da non poterlo negare nemmeno a se stesso.

10653427_863500413660983_8714100604050276296_nQuesto è il suo motto: “Io non sbaglio mai, quando si e’ sicuri di avere ragione non c’e’ alcun motivo di discutere con quelli che hanno torto”! Così facendo riescono a colpevolizzare l’altro (o l’altra) che vive nel costante timore di perderlo e cammina in punta di piedi pur di non urtare la sua suscettibilità, ottenendo così quel che vogliono: totale dedizione e suppliche per ogni piccola discussione, al termine delle quali si trincera dietro il mutismo più assoluto, rifiutando ogni contatto senza dare spiegazioni o mostri un minimo di umiltà nel riconoscere i propri torti. L’orgoglioso non cede e non concede fino a che non vede strisciare ai suoi piedi il malcapitato compagno (o compagna)…

In una qualsiasi relazione, amorosa o d’amicizia, è difficile che le colpe stiano esclusivamente da una parte, ma chi vive di orgoglio vive per vincere, non può farne a meno; e ogni vittoria che si rispetti non ammette atteggiamenti da perdente. Chiedere scusa invece fa bene e risolve, argina il rischio di perdersi emozioni e relazioni importanti, scongiura il pericolo che un giorno la solitudine possa essere la propria unica compagna; il superbo invece non ci pensa nemmeno, e resta tutto impettito sul suo trono. L’orgoglio è uno dei nemici più temibili per le nostre relazioni, un difettuccio che andrebbe contrastato in ogni modo, imparando magari da chi non ha nessun problema a chiedere scusa pur non perdendo la propria dignità. Mettersi in discussione richiede molta forza, ma è proprio quella di cui l’orgoglioso è completamente privo: in caso di litigio, per esempio, è il motivo che l’allontana dalla persona che ha la sventura di amarlo; e (un vero peccato) non si rende conto che si perde occasioni magnifiche.

Tirando su continue difese, veri e propri muri invalicabili con cui vuole proteggersi da tutti e da tutto, a un certo punto si riscopre terribilmente solo, incapace ormai di dare e ricevere amore.

 

Gen 11, 2015 - Senza categoria    No Comments

PICCOLI SENTIERI

Alcuni ricordi si affievoliscono nel tempo fino a scomparire del tutto; altri invece riaffiorano in superficie, ostinati, resistenti, indelebili come una macchia d’inchiostro. Istanti che attraversano la distanza che speravi di aver messo tra la coscienza e un vecchio dolore.
E c’è qualcosa di dolcemente malinconico in questo. Te ne accorgi quando ti guardi nello specchio e osservi le sottili linee che solcano il tuo viso, di giorno in giorno sempre più evidenti.
Sono così belle le rughe! Piccoli sentieri che conducono alle emozioni, e alle sofferenze superate, che abbiamo conservato sul viso.

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Gen 11, 2015 - Senza categoria    No Comments

L’ENNESIMA GIRAVOLTA

Un tempo, neanche troppo lontano, pensavo che ogni anno portasse con sè qualcosa di nuovo: tecnologia, progresso, scoperte scientifiche, miglioramenti in tutti i campi per l’intera umanità. Negli ultimi anni invece ho come l’impressione che ogni anno non ci lasci niente di nuovo, ma che sia solo l’ennesima giravolta che la terra fa intorno al sole. Comincio a credere addirittura, come spesso succede a chi ha superato una certa età, che forse in passato si viveva meglio. Poi però ci ripenso. Il passato ci insegna molto ma noi stiamo andando incontro al futuro, non so se mi piacerebbe tornare indietro nel tempo.

Oggi, nonostante le apparenze ci facciano credere il contrario, viviamo molto meglio di 50 – 40 – 30 anni fa. Nel campo della tecnologia, per esempio, sono stati fatti grandi passi in avanti e ha reso la nostra vita molto più comoda e semplice, non tutto è da scartare, tranne forse l’uso che facciamo di sms, computer, hd, 3d, le varie app, l’ipod, il navigatore satellitare, le tv al plasma, i videogiochi ecc ecc: tutte cose che hanno in comune “l’altrove”. Lo preferiamo a ciò che viviamo, al “qui e ora”, distogliendo la nostra attenzione dal presente e dal futuro che, a ben vedere, non è ancora stato scritto nè vissuto e potrebbe essere magnifico.

A me piace tanto pensarlo e continuo imperterrita a sperarlo, quindi scelgo di non rimpiangere il vecchio solo perchè è sicuro: allungo l’occhio, dò una sbirciatina in avanti e mi tengo pronta ad afferrare le occasioni, semmai ci saranno. Certo, se continuo a voltarmi indietro o a tenere lo sguardo fisso sul display del cellulare ovunque io vada, chissà quante rischio di perdermene…

 

Dic 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

IL RIFUGIO 87

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, Milano fu colpita pesantemente. Dappertutto case sventrate, palazzi distrutti, interi quartieri rasi al suolo, montagne di vetri frantumati, strade invase dall’acqua uscita dalle tubature rotte. Eventi ormai lontani che conosco solo grazie ai documentari che ho visto, ai racconti di mia madre (una bambina nel 43 – 44) e altre persone. Molte di queste ormai non ci sono più…

rifugio87

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Alcuni edifici hanno ancora la scritta “rifugio” sul portone d’ingresso, a testimonianza di quei drammatici momenti. Uno di questi si trova nei sotterranei della scuola elementare della mia zona, restaurato e da poco aperto al pubblico: il rifugio 87. Ci sono andata, di recente: ho voluto vedere con i miei occhi quel luogo in cui la gente si accucciava a terra smarrita, terrorizzata, coprendosi le orecchie con le mani per non sentire il rombo degli aerei e il frastuono delle esplosioni. La popolazione veniva avvisata del pericolo imminente da un primo piccolo allarme aereo (con la sirena), che era data con trenta minuti di anticipo sull’attacco; una seconda sirena, di grande allarme, precedeva di pochi minuti le prime bombe sganciate.
I cittadini avevano dunque (almeno in teoria) il tempo di raggiungere le cantine rifugio (per i palazzi predisposti o comunque attrezzati al caso) o i rifugi collettivi più vicini. I portinai degli stabili avevano inoltre il compito, durante gli attacchi, di spalancare i portoni per permettere ai passati sorpresi dall’incursione di ripararsi dentro gli androni, le vie erano irriconoscibili, con le insegne dei negozi divelte e spazzate via dai boati delle bombe; le finestre sembravano occhiaie vuote attraverso cui si vedevano lampadari penzolanti, muri in procinto di crollare, l’interno di camere con parti di pareti ancora intatte, ricoperte di tappezzeria annerita e bruciata; perfino i tram erano riversi sull’asfalto, come giocattoli scacciati via da un gigantesco bambino capriccioso; tratti di scale rimaste miracolosamente intere, sbucavano sul vuoto.

1661712_738474699496889_669907477_nUna deliziosa 86enne ha raccontato tutto questo, in una delle stanze del rifugio, alla scolaresca presente; e a me, unica visitatrice adulta in quel momento, munita di macchina fotografica con cui ho scattato queste foto. Una donna dalla memoria eccezionale e una lucidità fuori dal comune, nonostante l’età avanzata: piccolina, dai lineamenti delicati a cui le rughe non toglievano bellezza, dagli occhi molto espressivi; avvolta in un cappotto piuttosto fuori moda ma che le dava comunque un aspetto molto elegante, insieme al cappellino e alla minuscola borsetta che teneva appesa al braccio. Ha risposto con calma e pazienza a tutte le domande dei bambini e delle insegnanti, e io mi sono persa in quei racconti, in quei momenti che lei ha vissuto tanto tempo fa e che posso solo lontanamente immaginare.

Sono rimasti in pochi ormai, i superstiti. Poi, resteranno solo i filmati, i documentari in tv, i libri; mi chiedo però, fino a quando.

Dic 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

TUTTI I COLORI DELLE DONNE

Gli uomini vedono i colori in modo diverso da noi donne: ne hanno un’idea, come dire, “limitata”.

Le donne invece sono capaci di dare una definizione complicatissima a ogni sfumatura. Ad esempio, quello che per un uomo è marrone, per una donna può variare dal terra di siena all’ocra; e un semplicissimo verde può essere definito verde mare, verde acido, verde pisello, verde smeraldo e così via…

1920310_746407282036964_1302670416_nUn uomo, tranne rare eccezioni, riesce a distinguere un colore solo dal chiaro allo scuro, la donna invece lo può identificare con degli aggettivi particolari: brillante, tenue, opaco, oppure “con una punta di”.

Prendiamo il grigio per esempio: il grigio è grigio, punto; una via di mezzo tra il bianco e il nero. Per noi donne invece esiste il grigio fumo, il grigio topo, il grigio perla, il grigio cenere, il grigio piombo, il grigio pietra, il fumo di Londra, l’antracite e perfino il grigio “nuvola”. Quando invece vogliamo essere più esplicite, possiamo anche esagerare: il muschio, il cielo, il vinaccia, il tortora, nocciola, senape, mattone, champagne, cammello, limone, pesca, canarino, panna, “geranio che vira verso il violetto imperiale”.

Sono tutti colori che usano le donne e forse vedono solo le donne. E che le donne vedono diversi. Forse perchè pensano diverso, e quindi la comunicazione tra uomo e donna è difficile; in alcuni casi decisamente impossibile.

Dic 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

ATTRAVERSO LA PELLE

“E’ attraverso la pelle che diventiamo degli esseri in grado di amare, non s’impara ad amare sui libri, ma solo essendo amati” scrive Asley Montaguy”…
Infatti è attraverso la pelle che un neonato percepisce gli stati d’animo di chi si occupa di lui, e la madre a sua volta sente intensamente il suo umore: ogni volta che, con istintiva spontaneità, cerca il calore del suo corpo e succhia il latte dal suo seno, chiede attenzioni e cibo. Anche da adulti, nonostante il ritmo frenetico delle nostre esistenze, nei momenti in cui ci sentiamo smarriti, tristi, soli o semplicemente un pò malinconici, non cerchiamo forse l’abbraccio consolante di chi amiamo?

1972297_752574658086893_299650053_nAbbiamo una continua nostalgia di mani calde, tenere, attraverso cui possiamo sentire amore, conforto, dolcezza. Anche il più duro e ostile degli esseri umani ha la stessa necessità, magari non lo ammette neanche con sè stesso ma, nel suo intimo sente forte il bisogno di accarezzare ed essere accarezzato con cura, attenzione e amore. E chi finge il contrario, o dichiara che può vivere benissimo senza affetto e contatto fisico, mente; perchè in realtà ne è ancora più bisognoso…
Ogni volta che siamo stanchi, delusi o amareggiati, l’istinto ci fa sentire il bisogno di gettarci nelle braccia di qualcuno perchè ci consoli e si occupi di noi. Lo stesso facciamo quando abbiamo paura: basta il tocco di una mano per darci sicurezza e un profondo senso di benessere. Noi comunichiamo attraverso la voce, i gesti e lo sguardo, ma quando sentiamo il desiderio di approfondire un rapporto, questi sensi non ci bastano più.

Solo con il contatto fisico possiamo avere la prova tangibile della vicinanza e della comunicazione; e solo attraverso carezze e baci sentiamo di essere desiderati, quindi “vivi”.

Dic 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

ALLE DONNE

Il mio pensiero, in questo ultimo scampolo di tempo che ci separa dal 2015, va alle donne.

A quelle che, ancora oggi, giustificano ogni atteggiamento dei loro compagni per un malinteso senso di inferiorità, o inutili sensi di colpa.

Alle donne che portano avanti una relazione per inerzia.

10686745_913264678684556_8205689450929125642_nA quelle che subiscono prepotenze e mancanza di rispetto perchè non sono indipendenti, per i figli, per paura, per mille altri motivi anche se è finita da un bel pezzo.

A quelle che sorridono comunque, anche se in cuor loro si sentono frustrate e non amate.

A quelle che si riducono a credere che un bacio distratto o una palpata sul culo, di tanto in tanto, siano l’ unico tipo di attenzioni che possono meritare.

A voi, donne, che concludete molte frasi con “tanto è inutile”, a quelle che si fanno fare a pezzetti la loro persona, l’autostima, il corpo, e devastare l’anima quotidianamente.

Il mio augurio per il nuovo anno è questo: non abbiate paura di aprire bocca, potete dire ciò che volete. Ne avete tutto il diritto.

E, miracolo, potete perfino innamorarvi di nuovo se ci credete.

Dic 26, 2014 - Senza categoria    No Comments

MILANO E’ BRUTTA?

Gli occhi fanno molta fatica a trovare bellezze, sensazioni ed emozioni in una città come Milano. Sono sempre nascoste dietro le auto, l’aria indaffarata dei suoi abitanti, la fretta o i tram in attesa alle fermate; oltre i portoni chiusi che racchiudono all’interno di essi spettacolari, rigogliosi e bellissimi giardini, dei quali pochi conoscono l’esistenza.
piazza duomo

piazza duomo

Milano è brutta? E’ quel che si dice, quel che pensa chi vive nel paesino tutto sole e mare, pur non essendoci mai stato o, se lo ha fatto, ci è rimasto troppo poco per poter vedere ciò che ha da offrire; oppure, lo dice chi vive nella capitale, dove ogni casa, ogni strada, ogni ponte è storia...

In ogni luogo sembra di vedere solo asfalto e cemento, casermoni anonimi e grigi, nasconde i suoi grandi monumenti e le chiese ma, ecco che, come per magia, si percorre una via anonima, trafficata e congestionata, e davanti ti compare inaspettato un santuario, un palazzo antichissimo carico di fregi, una colonna che risale a chissà quando; e un negozio dall’insegna d’epoca sbiadita, riuscito per miracolo a mantenere l’antico splendore, o un immenso parco in cui ammirare fiori e piante rare.
Allora, chi dice che Milano è brutta, dovrebbe allontanare da sè quell’idea strana; distogliersi dalla convinzione che sia tutt’altro che bella e cercare un’altra città!
Non in auto, ma camminando lungo un viale alberato tinto di oro e marrone in autunno, nel cuore dei vicoletti del centro, nel ventre profondo delle periferie ingiustamente evitate, tra i locali variopinti dei navigli. Dettagli, curiosità; piccole storie sparse come briciole buttate sulle strade per attirare i passerotti. Milano, se si guarda con altri occhi che non siano quelli del “si dice” riesce a essere molto di più di quel che sembra: perfino romantica!
Dic 19, 2014 - Senza categoria    No Comments

SCAPPATE SE POTETE

Questa la situazione oggi in Italia: una popolazione in gran parte anziana, una disoccupazione giovanile che ormai ha raggiunto livelli intollerabili, fuga di cervelli (per forza) e di capitali (ormai ci siamo (s) venduti l’intero paese). Tasse che ci strangolano ogni giorno di più, debito pubblico fuori controllo, mancanza di certezze per il futuro. E se un giovane non ha prospettive per il futuro, se non può coltivare la speranza, non ha senso continuare a vivere in un paese che non gliene lascia neanche un briciolo.

Quindi, ragazzi miei, scappate se potete. Fatelo anche se non potete. Se restate in questo paese finirete male: disoccupati, frustrati, sottopagati, sviliti, privati dei più elementari diritti, spremuti come spugne da uno stato sempre più ladrone. Magari, per sopravvivere qualcuno tra voi farà la prostituta o il delinquente, forse la velina oppure il tronista, ma non è una scelta saggia e dignitosa. Meglio fuggire via, lontano, in paesi che ancora offrono e accolgono; voltate le spalle senza mai voltarvi indietro, ad un paese che vi ha sottratto ogni possibilità di futuro. Siete la generazione peggiore che ci sia mai stata, e lo siete per colpa dell’arrivismo e dell’avidità di chi vi ha preceduti.

italia in agonia

italia in agonia

Abbiamo avuto sprazzi di speranza, di positività, contro ogni logica, ma adesso bisogna prenderne atto: chi ancora crede alla possibilità di cambiare l’Italia, di migliorarla, è solo un illuso e spreca il suo tempo. Non sarà l‘Expò a ridare spinta a questo paese, e a offrire un lavoro stabile ai nostri giovani del nord; e non sarà il sole, il mare, l’umorismo, le bellezze del territorio che daranno un lavoro ai nostri giovani del sud. Chi li ha preceduti ha bruciato tutto, lasciando dietro di se solo terra arida e bruciata.

Scappate via, lasciate i vostri anziani al loro destino senza rimorsi, perchè loro non ne hanno avuti quando hanno precluso il vostro futuro; pensate ai vostri figli, alle vostre famiglie, a una nuova vita il più lontano possibile da qui. Smettetela di sognare e di nutrire speranze per un futuro migliore che non ci sarà mai; non qui, non in questo paese che vi ha traditi.Tanto lo sapete: dopo Prodi, dopo Monti, dopo Berlusconi, dopo Renzi, ne arriverà un altro.

 

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